Approvazione e consenso VS riconoscimento.

27.03.2025

E' un argomento che sfioro spesso, ma credo sia davvero fondamentale per cambiare paradigma e migliorare benessere gratificazione e produttività.


Sono da sempre convinto che i cambiamenti debbano sempre partire da noi stessi, il risultato totale sarà la conseguenza e può davvero essere stupefacente.


Proviamo a pensare se smettessimo di sprecare energie e risorse per cercare approvazione e consenso e investissimo sulla ricerca del riconoscimento.


Ri-conoscimento presuppone prima il raggiungimento della piena conoscenza di se, dei propri punti di forza, ma anche dei propri limiti, una definizione dei propri valori. Un processo che richiede tempo, esperienze confronti con diverse realtà e contesti.


Una volta arrivata la consapevolezza di quello che siamo, il lavoro dovrà essere quello di trasmettere agli altri quello che siamo, senza finzioni o condizionamenti, è impossibile piacere a tutti, a meno di bluffare tradendo se stessi.


Altra cosa è ottenere il riconoscimento, riconoscimento di un valore che prescinde dalle posizioni, idee, omologazione del pensiero.


Io posso riconoscere il valore di una persona anche se la pensa in modo molto differente da me, posso non approvare e non riconoscermi nei suoi comportamenti, ma ammirare proprio quel suo essere diverso da me.


Solo con il riconoscimento le differenze possono aggiungere valore, aprire nuove prospettive e punti di vista, l'approvazione genera viceversa una finta omologazione, tende ad "appiattire", oltre che generare alla lunga frustrazione e stress.


Tutto questo è fondamentale in ogni organizzazione che comprende interazioni tra persone, ma richiede anche una capacità di aprirsi all'altro, di ascolto e di confronto senza pregiudizi e "ego-riferimenti" che ci fanno vedere solo quello che è "come noi", che poi non è nemmeno realmente come siamo.


Marco Fasoli